lunedì 1 ottobre 2012

I medici saranno sostituiti da algoritmi?

Abbiamo bisogno di medici o di algoritmi? E' la domanda che il co-fondatore di Sun Microsystems Vinod, Khosla, ha rivolto ad un'attonita platea di medici presenti all'Health Innovation Summit di San Francisco. La tesi di Khosla, ovvero che la medicina attuale è '' simile alla stregoneria, in quanto basata solo sulla tradizione e non sui dati disponibili '' non era chiaramente destinata a compiacere i luminari; poco allettati, inoltre, dalla previsione di un futuro in cui macchine '' intelligenti '' saranno in grado di effettuare diagnosi più accurate degli umani, rimpiazzando ben l' 80 per cento dei dottori. Come se non bastasse, secondo Khosla, l'innovazione del settore non sarà, probabilmente, opera degli operatori esistenti, ma di qualche imprenditore hi-tech come accaduto in altri campi, dai pagamenti elettronici, alla telefonia. L'intervento è stato accolto da un pesante silenzio tombale. Forse i presenti stavano cercando di capire se avrebbero fatto parte del rimanente 20 per cento... Oppure tacevano perchè convinti che nessun algoritmo, per quanto sofisticato che sia, possa sostituire un dottore che davvero ha a cuore il proprio paziente. Un algoritmo medico è qualsiasi procedura di calcolo, formula matematica o tavola che possa essere utile in un contesto medico. Tanto per fare un esempio banale, una delle varie formule per il calcolo del peso “ideale” in funzione di altezza, sesso, età e magari altri parametri. Per ogni algoritmo è riportata una scheda tecnica con riferimenti bibliografici ad articoli della letteratura scientifica. Per ogni algoritmo c'è un foglio di lavoro che si può scaricare e utilizzare nel proprio computer. Viene proposto l’approccio alla diagnosi differenziale dei problemi medici di più comune riscontro nella pratica clinica quotidiana, partendo dai segni, dai sintomi e dagli esami di laboratorio alterati, arrivando alla formulazione di ipotesi diagnostiche: si facilitano, in questo modo, il successivo ragionamento clinico e la scelta di test diagnostici volti a confermare o a escludere tale ipotesi. Ogni problema affrontato è frammentato in quesiti a parte, cui è possibile rispondere in senso affermativo o negativo prima di poter procedere al passo successivo, stimolando in questo modo la ricerca di possibili soluzioni, nascoste nel problema specifico iniziale, utilizzando i dati che via via si rendono disponibili. L'algoritmo non solo fornisce un elenco esauriente delle possibili diagnosi differenziali di fronte a un problema medico, ma permette anche di restringere le scelte diagnostiche, scegliendo “la via migliore” e soddisfagendo i criteri di costo-beneficio. La caratteristica è il rigoroso approccio scientifico, ma la valutazione del rischio globale non sempre è soddisfacente. Diversi aspetti, come, ad esempio, la compliance del paziente, la scelta condivisa della strategia, e l’opzione farmacologica individuata non sempre tengono in giusta considerazione l’età del paziente, il genere, ecc. Il rapporto di fiducia che si deve stringere tra medico e paziente non è sempre posto al vertice della piramide decisionale che le linee guida internazionali suggeriscono; traspare, a volte, una certa staticità e distanza tra i protagonisti.

2 commenti:

  1. speriamo di sì, saranno sicuramente meno stronzi...

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    1. ahahah, giusta osservazione, almeno saranno precisi nel lavoro.

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